Nei giorni immediatamente seguenti l’8 settembre 1943 - data che segnò insieme l’armistizio con gli Alleati, la dissoluzione dell’esercito italiano. Anche nelle valli di Lanzo, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 si formarono bande di ribelli forti di centinaia di militari sbandati e di antifascisti. Durante la Seconda guerra mondiale, la valle di Susa ricoprì un ruolo strategico per la presenza di importanti infrastrutture di collegamento con la Francia. Con l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’intera val Chisone entrò in fermento. Di fatto dissolto, il Regio esercito abbandonò molte delle grandi e piccole fortificazioni In val Sangone, l’inizio della lotta armata contro il risorto fascismo e l’occupazione tedesca coincise con l’arrivo del maggiore degli alpini Luigi Milano ad Avigliana. Il fermento politico-culturale diede origine, già a partire dall'autunno del 1943, ad un gruppo di resistenti di cui furono capi ed ispiratori i fratelli Malan, di Torre Pellice. La sera del 10 settembre 1943 il tenente di cavalleria Pompeo Colajanni - il futuro comandante “Barbato” - radunò gli uomini del suo reparto di stanza a Cavour nella piazza del municipio, attorno al monumento ai caduti della Grande Guerra.